Giorno 248 – Padri e patria

I padri della Patria.jpgLa sveglia alle 8.00 mi uccide, alle ore 8.30 sono al bar in cui mio padre sta facendo colazione che sembro uno zombie. La giornata stressante di ieri, le sole 7 oer di sonno, il fatto di non aver colazione mi fanno camminare come un morto vivente, ma sembra routine il dover accompagnare i miei genitori in giro per Londra in uno stato post-comatoso.

Il tour comincia dalla Torre di Londra, procede su un Tower Bridge che ci regala un’alzata di ponte che non avevo mai visto, poi la City Hall dall’altra parte del Tamigi, e neanche a metà mattinata il mio sedentario genitore inizia a lamentarsi per il troppo camminare. Prendiamo un autobus fino a Trafalgar Square, non vuole scendere né per vedere meglio la cattedrale di St.Paul, né la Corte reale di giustizia, che vediamo dal secondo piano del mezzo. Scesi a Trafalgar Square vediamo la piazza ed entriamo nella National Gallery, uscendone dopo neanche 5 minuti perché ci sono tutti quadri (incredibile da pensarsi in una galleria).

Da Trafalgar giù verso Downing Street e Parliament Square, dove passando sotto i bronzei Churchill e Mandela faccio ammirare a mio padre Westminster Abbey, il Parlamento ed il Big Ben. Da qui, quando ormai è ora di pranzo, andiamo verso Buckingham Palace cercando da mangiare. Tra le mille lamentele della grandezza di Londra, del fatto che non ci sono caffé, del fatto che le sigarette costano troppo, del fatto che non si trova da mangiare, troviamo una baguetteria da cui prendiamo tre baguette, tonno, salmone e gamberetti. Mentre mangiamo in un parco, Londra diventa la città del pesce che costa poco, dei buoni panini e dei freschi angoli di verde ovunque. Come cambiano le opinioni a pancia piena e piedi non in movimento. Andiamo verso Buckingham Palace, e sarà che camminando i piedi di mio padre iniziano a lamentarsi, iniziano le lamentele sul perché la regina deve avere tutto questo, le congiure su Diana e l’esagerazione del matrimonio reale, tutto ovviamente contraddetto dal <<Mi fai una foto davanti al cancello?>>. Dopo passeggiata a St.James’s Park con mille interruzioni caffé, panchina, toilet, et alia. Non ero mai stato a St.James’s Park per inciso, molto bello.

Dal parco torniamo verso Downing Street, prendiamo un autobus, manca ancora Piccadilly Circus, lo so, povero papà è distrutto, ma non voglio che vada via di qui con il rimpianto (e rinfacciandomi) di non aver visto tutte le cose più importanti di Londra. Vista Piccadilly qualche souvenir al negozio di cui ormai dovrei avere delle percentuali, poi giriamo in direzione Regent’s Street. Vediamo negozi, assagiamo the, gli piace a papà questa strada, non a tal punto da comprarmi il bastone di Lucius Malfoy da Hamleys (io c’ho provato).

Torniamo indietro, si saranno fatte le 6.00 quando siamo in Hall. Docce, e mio padre è distrutto. Tanto che non vuole neanche che rimanga a cena con lui ma raggiunga i miei amici da Rosso Pomodoro per le celebrazioni del 2 Giugno. Io gli chiedo se ne è sicuro (sempre perché non voglio sentirmi dire e mi hai anche abbandonato) e mi vesto in giacca, camicia e pantaloni neri con cravatta oro per andare da Rosso Pomodoro. Il DrG mi aspetta alle 7.30 fuori la Hall, tempo di mettere papà nella nuova Guestroom. Poi vediamo fuori dalla Gabor Hall tutto il gruppo di Evelyn Gardens, e andiamo con loro, in autobus e non in metro. Arriviamo lì che saranno le 8.20, tempo che entriamo e ci accomodiamo si faranno le 8.30. Siamo un bel tavolo da 17 persone.

La cena passa veloce, seduto tra Andrea ed il DrG, con di fronte una Federica in uno splendido abito nero, Elsa, Giovanni e Diletta all’estremità, passiamo in compagnia questa giornata di festa. Mi mancano i miei amici italiani, ma sono contento di stare con così belle persone a tavola davanti ad una buona pizza (margherita con bufala) ed un buon dessert (tiramisù). Il momento più brutto della serata? Il conto, che fa nascere delle lamentele specie all’altro capo del tavolo tedesco. Alla fine i miei 27£ li pago contento di aver passato in compagnia di belle persone, di Federica e con del buon cibo una serata di festa nazionale, anche se lontano dalla nazione.

Torniamo indietro in autobus, alla fine vado a dormire che sono le 2.00, che sono stanco. Viva la repubblica, viva il rapporto padri-figli, che se anche difficile, e soprattutto il mio pieno di inutili discorsi, è sempre lo stampo che mi ha formato. MrAl

Giorno 248 – Padri e patriaultima modifica: 2011-06-02T00:57:00+02:00da signoral
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Un pensiero su “Giorno 248 – Padri e patria

  1. Su su,forza e coraggio 🙂
    I genitori non si scelgono,gli si dice “si” davanti e poi si fa tutto di testa propria…
    Goditi il Regno Unito!!!!

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