“Habemus … Adam” – Il primo ospite

DSCN2634.JPGL’esperienza Erasmus si è appena chiusa, era il 2 Luglio 2011 quando l’aereo mi ha trasportato da una vita parallela all’altra, la mattina un abbraccio d’addio agli amici di Londra (i miei compagni di stanza Albert e Hoon, Adam, Maria, Francesca, Dile, Caterina e Lorenzo), la sera l’abbraccio di benvenuto ai miei amici di Roma (Matteo, Giovanna, Alice, Susanna, Sara e Francesca). Ma questa storia già la sapete.

L’addio Erasmus doveva essere catastrofico. Beh lo è stato, ma non i primi giorni, in cui il tram-tram di riabbracciare tutti, di ritornare alla tua vita di sempre, ti distrae da tanti pensieri. E poi l’inizio immediato dello studio. Un esame da 12 crediti da voler dare nel mese di Luglio, che si rivelerà solo concluso in parte con la prima metà, occupa le lunghe giornate casalinghe.

Ma l’inizio del riambientamento a casa è anche segnato dalla prima visita da Londra. Organizzata e pianificata da mesi, praticamente fu tra le prime cose che ci siamo detti io e Adam, arriva a Roma Adam, e la sua amica Alex che non ho mai visto e conosciuto. Arrivano giovedì 07/07/2011, li vado a prendere a Ciampino con mio padre. Li portiamo a casa, pranzano alla tavola di mia madre, mischiando polpette alla pasta. Con la domanda di cosa fosse quello strano oggetto di porcellana in bagno (il bidet, ovviamente) confermano la loro inglesità al 100%.

Il primo giorno li accompagno io stesso a Roma, gli mostro come funziona il treno da Zagarolo, come prendere la metro alla Stazione Termini, andiamo al Vaticano, dopo anni risalgo sulla cupola, gli compro i biglietti per il giorno dopo ai Musei Vaticani. Al calar del sole li accompagno a Piramide. Adam si lamenta della visita a questo monumento. Ovviamente non mi aspetto che lo capisca, per me è affascinante una piramide così antica al centro di Roma. Alex, al contrario, è affascinata e gentile su tutto, forse si sente in imbarazzo ad essere ospitata da un estraneo e cerca di accondiscendere con ogni cosa che propongo o faccio. L’altro monumento da visitare che c’è a Piramide è Lorenzo. Ci siamo sentiti ieri, e messi d’accordo per oggi, per incontrarci qui. Neanche esco dalla stazione della metropolitana che un gigante buono di due metri mi abbraccia da dietro. Sono passati appena 5 giorni, ma quell’abbraccio mi ha fatto tanto tanto piacere. Ma la cosa che mi ha fatto più piacere è conoscere la luce dei suoi occhi, la sua fidanzata, Lavinia. Una ragazza che si materializza dopo ore di racconti del suo ragazzo innamorato. Due bei ragazzi, innamorati, e felici a cui auguro ogni bene. Riaccompagnata Lavinia a casa, Lorenzo ritorna a cena con noi.

Nelle successive giornate di venerdì e sabato Adam e Alex girano Roma da soli, io rimango a casa a studiare. Lasciano casa la mattina alle 9.00, e li reincontro la sera. Venerdì sera li vado a prendere a 0.00 al treno di Zagarolo, la giornata di sabato coi miei amici decidiamo di uscire a Roma (a Trastevere) proprio per permettermi di incontrarmi anche con loro e riportarmi a casa. Messa da parte la prima lite sfociata in seno a questo gruppo di amici ritrovato (ma le liti tra amici sono anche utili se costruttive), passiamo la serata sul lungo Tevere, in compagnia del mago “Guarda uno…”. Seduto sulla mia sedia al tavolino di un pub, mi godo questo strano spettacolo: Matteo che parla con Adam, e penso all’unicità di questi incontri che ti regala un’esperienza come quella che ho fatto. Nella meravigliosa cornice di Roma, incontri tra ragazzi di Liverpool e ragazzi romani, con Francesca e Alice che cantano “Hey Jude” con Alex e Adam. Il solo pensarci adesso mi fa venire i brividi.

Domenica interrompo lo studio, accompagno Adam e Alex a Castel Gandolfo. In tre giorni hanno visto quello che volevano vedere a Roma, così gli faccio vedere un po’ di Castelli. Poi sono cattolici, e credo l’opportunità di vedere il papa sia per loro qualcosa di unico. Infatti apprezzano moltissimo. Dopo il pranzo a Castel Gandolfo torniamo a casa a riposarci, poi per cena con i compagni di università andiamo ad Ariccia. E come ieri, anche oggi seduto sulla mia panca della fraschetta, vedo Adam che parla con Giordano, Alex con Antonio, e riviviamo tante esperienze Erasmus con tutti coloro che hanno vissuto i loro Erasmus nelle loro vite parallele. Ma nei loro occhi vedo la stessa luce che sento dentro di me. Ti cambia veramente la vita, o meglio il modo di vedere la vita. Dopo cena Buddha Smile e casa.

Impressioni: su Adam l’ho trovato molto ragazzino. Si lamentava di ogni cosa non andasse bene nella sua testa, delle abitudini degli italiani, di quanto loro inglesi erano invece migliori in tutto, non ha apprezzato neanche il cibo! Però in fondo ha solo 18 anni. Pensavo se anche io fossi stato così a quell’età. Ricordo che anche io quando sono andato in Irlanda a 16 anni non ho mangiato niente, e a parte i luoghi (mi è sempre piaciuto vedere luoghi nuovi), non ho molto apprezzato tradizioni e cibo locale. E sono d’accordo con lui sul fatto che noi italiani abbiamo molti difetti a confronto con gli inglesi. Ma ho anche notato che poi questi difetti di cui tutti si lamentano (ad esempio il parlare ad alta voce) possono comunque essere accettati per quello che sono, insomma senza lamentarsi come fosse la cosa più orribile del mondo. In fondo, dopo 9 mesi a Londra, posso dire che anche i perfetti inglesi hanno tanti problemi, forse meno evidenti ad una prima occhiata, ma che uno come Adam che ci vive dentro non può vendermi per nulli. La recente cronaca dalla Gran Bretagna forse mi influenza su questo giudizio.
Su Alex non esprimo commenti, non la conoscevo e quando conosco all’inizio una persona tendo sempre a giudicarla al meglio (a meno di comportamenti che mi danno fastidio sin dal principio).
Però tirando le somme sono contento che Adam sia stato qui, che mi abbia fatto parlare inglese, con grande sforzo dato che lui è madrelingua e parla il dialetto di Liverpool, e sono anche contento che il viaggio gli sia piaciuto. Era il primo viaggio senza famiglia, forse i suoi comportamenti infantili sono dovuti ad un’esigenza di vivere esperienze da solo. Spero di andare a Liverpool a trovarlo.

Che altro dire: Adam ha collassato nella vasca da bagno, ma sembra che collassare in vacanza Erasmus nei bagni degli ospitanti sia normale, successe a Valencia, è successo qui (tanto per chiudere con un’immagine orribilante).
In totale in quattro giorni in cui sono andati a Roma nel top del caldo (facevano 35 gradi), Alex si è fatta una doccia e Adam zero. Per rammentarvi di quanto gli inglesi siano sempre stati maestri di non-pulizia. 

Quando li riaccompagno a Ciampino lunedì 11/07/2011 il mio pensiero va ai prossimi ospiti. Ovviamente, mentre giravo per Roma con loro, non potevo che pensare a come sarà quando al loro posto, con cui non c’è mai stata grandissima confidenza, ci saranno Damien, Caterina, Maria o chiunque altro voglia riunire un po’ di vite parallele in piccoli nodi. MrAl

“Habemus … Adam” – Il primo ospiteultima modifica: 2011-08-13T14:19:13+02:00da signoral
Reposta per primo quest’articolo