BE-LUX 2011 – A brotherhood experience

DSCN2706.JPGMese di Luglio 2011, segnato da due sole date: lunedì 25 Luglio, prima parte dell’esame di OSC, e venerdì 29 Luglio, seconda parte dell’esame di OSC. Dopo un mese di stop di assoluto turismo a Londra, ricominciare a studiare in Italia è stata un’impresa difficilissima. La mente non era con me. Tornava indietro all’Erasmus, si distraeva alla minima distrazione, pensava e ripensava a nuove domande presentatesi a posteriori dell’Erasmus, rimurginava invece su vecchi problemi che non trovano soluzione.

In tutto questo, una metà è passata, l’altra no. La cosa mi ha buttato giù parecchio, anche se magari l’ho dato poco a vedere. Capita, mi è già capitato, avrei potuto fare di più, tutto qui, se, come vi ho già introdotto, la mia mente fosse stata concentrata. La constatazione che mi strugge è che la concentrazione non la vedo neanche all’orizzonte. In tutto ciò però c’è un’unica grande luce: il viaggio in Belgio. Questo viaggio, in cui rivedrò Damien, è un faro in questo mese, dal momento che ho prenotato ho iniziato a studiare più proficuamente, il mio umore è migliorato, solo i problemi irrisolvibili continuano a non risolversi ma ad essere rimandati. Così però ho aggirato il mal di fine Erasmus tornando, per una piccola parentesi, in un Erasmus alternativo. Certo che non è una soluzione, ma le ultime due settimane le ho passate con il sorriso, la forza di volontà e il buon umore che mi hanno mandato avanti. Parlando su Skype con Damien i messaggi erano per lo più contrassegnati dal simbolo “:D”.

PROLOGO: Arriva venerdì, fallisco l’esame, nonostante tutto si va alla festa di fine esami. Dico la verità, sono stato tentato più volte in questa giornata di non andarci, ma ho sempre pensato e consigliato agli altri che, quando si è di cattivo umore, rimanere da soli non fa che peggiorare la soluzione. Andiamo con Giordano a casa di Alessandra, festa a bordo piscina. Ci sono praticamente tutti: Luca, Benedetta e il suo ragazzo, Moreno ed Alessandra sua (persona che ogni volta che vedo conferma tutta la mia simpatia), Federica, Gianluca, Gepp, ma soprattutti noi Marco! Tornato da Milano, finalmente. Antipasti, pizza, Tato, bagno in piscina notturno e tanti, tanti messaggi di Damien: perché lui è fatto così, chiuso, riservato, non ti cerca mai per primo perché in genere fai prima tu a cercarlo, ma quando è felice (e sono contento che il mio viaggio in Belgio lo renda felice già prima di arrivare) ti bombarda di sms. Mi godo la serata a Roma, devo dire che i miei compagni di università si stanno rivelando dei veri amici, sento intorno un affetto e un interesse che va ben oltre il rapporto di colleghi.

INTRODUZIONE: Dormo pochissimo, la sera si fa comunque tardi, ultime cose da mettere in borsa e la mattina prestissimo mi alzo, mia madre mi accompagna all’aeroporto di Ciampino. Controlli fatti, manca un’ora e mezza all’imbarco, penso tanto, penso più che a quello che mi accadrà a cosa mi sto lasciando alle spalle, al fatto che sto scappando da una vita che stento a risentire mia. Salgo in aereo, dormo tutto il viaggio, sotto di me un tappeto di nuvole. Mi sveglio vicino Bruxelles, fuori piove, prendo un pullman, direzione centro, sull’autobus il sonno non c’è più. Guardo fuori le gocce di pioggia sul vetro, rispecchiano il mio umore, sembra che ho i poteri sul clima. Non mi rendo minimamente conto di quello a cui sto andando incontro. Arrivo alla stazione, un sms di Damien mi dice che mi aspetta in giro. Entro dalla prima porta, ed eccolo lì: le nuvole (interne) spariscono in un abbraccio. Finally I did it, I am here! Da questo esatto momento alla fine di questa vacanza di quelle nuvole neanche più l’ombra.

DIARIO DI VIAGGIO
SABATO: visita di Bruxelles, Damien mi fa ripercorrere quello che sta sulla mappa che già ha visitato una volta. Vedo il centro storico, la Grande Place con i suoi edifici centrali (municipio, …) , la cattedrale, il bambino che piscia (traduzione letterale del Manneken Pis), i fumetti sui muri, giardini, fontane, il palazzo reale, la Corte di Giustizia (bellissima). Dopo pranzo il quartiere europeo con gli edifici dell’Unione Europea (una sede del Parlamento, la Commissione Europea, la piazza del Cinquantenario, monumenti all’Euro, sedi delle Commissioni Parlamentari). Rientro in serata a Mont-Saint-Guibert.
DOMENICA: visita a Lussemburgo. Anche qui, cartina alla mano, visita del centro storico con i soliti monumenti (cattedrale, municipio, palazzo granducale, Camera dei Deputati, statue equestri, fontane, giardini, un cimitero), dopo pranzo il quartiere europeo (sede della Corte dei Conti, della Corte di Giustizia, uffici parlamentari, piscina, tutto in stile moderno). Nota a questo viaggio l’avventuroso percorso dal centro alla collina col quartiere europeo. Seguendo una strada indicata sulla mappa ci siamo trovati (io ero anche vestito in camicia perché il Lussemburgo mi sembrava uno stato elegante) a scendere dal centro storico, attraversare un ponte sul fiume, risalire una collina brulla, scavalcare una rete, attraversare dei binari della ferrovia, entrare in un bosco, oltrepassare una staccionata, finire la scalata della collina per poi ritrovarci a ridosso di una fortezza ormai rudere. Dalla fortezza, per raggiungere i moderni edifici europei alle spalle, abbiamo dovuto seguire strade o salire sulle mura del forte che però a volte portavano a vicoli ciechi o a zone in cui si poteva solo che saltare un piccolo precipizio se non si voleva tornare indietro. Per inciso, al ritorno dal quartiere europeo, abbiamo fatto la strada più lunga, con un ponte che univa le due colline, molto meno avventuroso, ma più semplice.
LUNEDÌ: Damien va a lavoro, io mi riposo tutta la mattinata, esco a fare spesa verso mezzogiorno, rientro pranzo e sistemo le foto dei due giorni precedenti. Verso le 18.00 esco per un giro turistico Mont-Saint-Guibert, vado a prendere Damien al treno che arriva alle 19.02, torniamo a casa, cena e chiacchierata.
MARTEDÌ: Damien sempre a lavoro, io prendo il treno con lui, ci dividiamo, vado a visitare la città di Anversa. La raggiungo in due ore. Visito, mappa e guida alla mano, la città per i suoi principali monumenti. Tante chiese, la cattedrale gotica brabantina, la stazione del treno, il castello sul fiume Schelda, il centro storico, la moderna Corte di Giustizia, i musei di Rubens e Van Dick, un parco, la Banca Nazionale, il palazzo reale e torno indietro solo dando uno sguardo alle infinite vetrine di diamanti e diamanti (ad Anversa c’è un famoso mercato di diamanti). Rientro con Damien, alle 19.02. Ceniamo, ci guardiamo TBBT, poi aspettiamo che la torta si finisca di preparare. A 0.00, sulle note di Happy Birthday, gli faccio gli auguri per il suo 22simo compleanno. Gli do il mio regalo e quello di Giordano, soffia la candelina che gli avevo comprato (mi sono ricordato di comprare anche un accendino), mangiamo un pezzo di torta, e poi a nanna verso l’1.00.
MERCOLEDÌ: Damien va ancora a lavorare, io rimango a casa, la mattina la passo dormendo e sistemando le foto di Anversa. Pranzo verso le 2.00, e rivado a dormre dopo pranzo. Quando mi alzo saranno le 4.00. Devo preparare la cena. Per la cena di compleanno di Damien pensavo di fare le lasagne, ho tutti gli ingredienti, ma solo una teglia, quindi in tre round (nel frattempo Damien ritorna) sforno tre teglie di lasagne. Ne mangiamo a cena una e mezza, una e mezza viene sporzionata e finisce in congelatore, provviste future. Anche stasera TBBT, poi a nanna abbastanza presto.

Ma il diario di viaggio è solo uno scarno resoconto di quello che è successo, necessario, ma non sufficiente a descrivere una Brotherhood Experience.

L’APPARTAMENTO BELGA: l’appartamento di Damien, situato al secondo piano di una villetta, è davvero carino, quattro stanze, un soppalco con altre due, tutte vuote dato il periodo estivo. Entrato lì dentro, mi sono sentito non ospite ma parte dell’appartamento, sarà anche merito di Damien sicuramente, ma si sentiva nell’aria che è stato abitato da studenti. Vedo la cartina dell’Europa che tante volte ho visto dallo schermo di Skype da casa, il divano. Niente era come me l’ero immaginato, ma ripeto l’impressione positiva dell’ambiente.
IL MIRACOLO EUROPEO: girando queste città, specialmente Bruxelles e Lussemburgo, come ai tempi dell’Erasmus ti senti cittadino europeo. Non perdendo l’identità nazionale che ti appartiene, ma aggiungendo a questa il contorno europeo di cui fa parte. Insomma, mi sento italiano, felice di vedere la mia bandiera sventolare per la città, ma felice proprio perché sventolava con le altre. Nazioni rivali, nella storia nemiche, che si sono date battaglia, unite ora negli stessi organi in cerca di un unione degli spiriti dei cittadini. Beh, hanno il mio di spirito, conterà poco, ma io, ora più che mai, mi sento europeo, mi riconosco in questa bandiera, nell’Inno alla Gioia, nell’Euro e i queste istituzioni. E Damien, francese, legato alla sua terra, al suo stato e alla sua storia diversa e spesso contrapposta alla mia, la pensa esattamente come me.
L’OMBRA DI UN COMPLEANNO: chi mi conosce sa che ho festeggiato sempre, ogni anno, il mio compleanno. In modi diversi, ma per me i compleanni sono importanti. È l’unica festa che riguarda veramente la tua persona, è il tuo giorno, ed è un momento in cui puoi pensare a quello che hai fatto, a quello che vuoi fare, a soddisfazioni e insoddisfazioni, a progetti e rimpianti, a ricordi e sogni. Il caso ha voluto che io, con le mie idee, fossi qui in occasione del compleanno di Damien. Per questo ho voluto portargli un regalo, comprare una candelina, mettere una canzone. Sono cose che servono esternamente a dare l’idea di un compleanno. Certo, non c’era la sua famiglia, i suoi amici intorno, i suoi cibi intorno, ma spero che almeno una pallida imitazione di compleanno sono riuscito a crearla, ero davvero felice quel giorno, e lo aspettavo con ansia dal lunedì, e sono contento della riuscita. Ogni tanto qualcosa di buono la combino pure io, magari per caso o per sbaglio.
I PRE-DRINKING… erm… no… I PRE-SLEEPING: di nuovo compagni di stanza, dopo la vacanza a Valencia ospitati da Maria (per la precisione Castello). Di nuovo chiacchierate prima di andare a dormire. Chiacchierate di tutto, timori e problemi miei, dubbi e situazioni suoi, storie passate, progetti future. Domande. Sia uno, sia l’altro, chiede di tutto, senza obbligo di risposta, certe volte sono quesiti impegnativi, specie per l’ora tarda, ma neanche uno è rimasto senza risposta. Io gli ho rivelato dei timori, mi sono tolto dei dubbi, ma per alternare momenti seri agli scherzosi anche una curiosità che mi portavo dentro da mesi. La cosa bella, che davvero mi succede solo con lui e pochi altri, è che certe volte le risposte erano scontate, più una conferma che una vera rivelazione, ma addirittura, cosa unica, certe volte le stesse domande erano scontate. E non solo perché deducibili dai discorsi che si stavano facendo, mi è capitato di esordire con un allora?, e ricevere la risposta alla domanda mai formulata. Beh, è davvero quello che maggiormente porterò nella mia memoria per sempre. E conferma che possiamo rimanere distanti (stavolta sì è stato solo un mese), ma lo smalto non si perde, è troppo forte.

Aggiungere qualcos’altro a questo post lunghissimo? Vi dico la verità, forse mi verrà in mente col tempo, fissare queste impressioni mi basta per il momento. MrAl

BE-LUX 2011 – A brotherhood experienceultima modifica: 2011-08-18T14:09:45+02:00da signoral
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